Biblioterapia dello sviluppo

Come usare la letteratura per prendersi cura dell’anima

Il termine italiano Biblioterapia deriva da quello inglese Bibliotherapy e rimanda al concetto di prendersi cura attraverso i libri. Per quanto già nell’antichità teatro, danza, canto, lettura fossero considerate forme artistiche con proprietà terapeutiche, è nel Novecento che si riconosce alla lettura – in maniera più consolidata attraverso ricerche, studi e sperimentazioni – la possibilità di mitigare la sofferenza, di portare a maggiore consapevolezza processi di elaborazione personale, di condividere stati d’animo.


Un gruppo di lettura con elementi di Biblioterapia dello sviluppo non è un gruppo di auto-mutuo-aiuto, né un gruppo di terapia; è un tempo dedicato all’interazione tra narrazione scritta e narrazione spontanea, in cui i/le partecipanti possono entrare in empatia con i personaggi e attraverso di essi acquisire maggiore consapevolezza delle proprie modalità di risposta agli eventi della vita. Quando leggiamo un’opera, individuiamo il messaggio personale dell’autore/autrice, comprendiamo come legge la realtà e come la interpreta. Possiamo, in definitiva, andare oltre la storia stessa e cogliere la prospettiva di chi ha scritto la storia. Leggendo, dunque, è come se conoscessimo nuove persone e facessimo nuove esperienze. Queste esperienze possono essere confrontate con le proprie e dal confronto può nascere un pensiero nuovo.


La Biblioterapia è l’interazione tra letteratura, gruppo e facilitatore/facilitatrice. Il processo di cura avviene grazie a questa triade, allorché per cura si intende: attenzione, amorevolezza, dedizione, interesse e curiosità verso se stessi, con lo scopo di stare bene.